economiaIn Europa ci sono delle economie che viaggiano a due velocità, è noto. Ne sono l’emblema la Germania, forza trainante del vecchio continente, e la Grecia, ultima ruota del carro. Quando si parla di economia diventa normale confrontare il nostro paese, che non è certamente uno dei meglio messi, con altre realtà, come l’Irlanda.

Perché proprio il paese “verde”? Semplice, perché nonostante la crisi economica da cui è stato colpito (ricordiamo che qualche anno fa l’Irlanda chiese aiuti all’UE) è stato in grado di ripartire e oggi segnala dei tassi di crescita annui del 7,7% (nel 2014, fonte Panorama). Al contrario, l’UE ha rivisto al ribasso le stime di crescita del nostro paese sia per il 2015 che per il 2016 (rispettivamente +0,6% quest’anno e +1,3% il prossimo, fonte Huffington Post).

La principale motivazione dell’incremento della velocità di crescita in Irlanda sono stati gli investimenti e le esportazioni. Da noi, invece, quello che pesa sono gli investimenti e le tasse.

Concentriamoci un attimo sugli investimenti. E’ indubbio dire che l’Irlanda fa di tutto per attirare grandi imprese mondiali. Non è un caso che aziende come Google o Apple, che fatturano cifre a tanti zeri, abbiano scelto Dublino come sede europea. Non Milano, che rappresenta la capitale italiana dell’economia, bensì Dublino.

Al contrario ci sono aziende nostrane che hanno scelto di andare fuori dai nostri confini, oppure non hanno resistito ad invitanti offerte di acquisto da parte di giganti esteri. E’ quello che è successo a Fiat, che è diventata FCA da quando ha spostato la sua sede negli States, ed è quello che è successo a Pirelli, il cui presidente Marco Tronchetti Provera ha deciso di cedere la maggioranza delle quote ai cinesi di Chem China. A tal proposito, è notizia recente che c’è stato un cambio ai vertici di Pirelli: Ren Jianxin è diventato presidente, ancora Ren Jianxin, insieme a Yang Xingqiang, Wang Dan, Tao Haisu e Zhang Junfang hanno sostituito i consiglieri dimissionari Anna Maria Artoni, Didier Casimiro, Ivan Glasenberg, Petr Lazarev e Igor Soglaev. Tronchetti Provera è vice esecutivo e AD.

Perché questa differenza tra Irlanda e Italia? Che cosa c’è che non va nel nostro paese? Le tasse, che in Italia toccano il 50% ed oltre mentre in Irlanda sono al 10%. Una classe politica obsoleta, che non riesce ad invogliare la crescita economica e la ricerca. L’ideologia, che trova tuttavia una sua fondatezza, che l’Italia non è un paese in cui crescere economicamente parlando.

Hanno fatto bene Sergio Marchionne e Marco Tronchetti Provera e traghettare le loro creature al di fuori dei nostri confini? Le prime evidenze direbbero di sì, staremo a vedere come proseguiranno le storie.